martedì 4 maggio 2010

PICO DEI LAORENTI LA BIANCARA 1997 VINO DA TAVOLA



Eccomi di nuovo con il festival del bianco d’antan…
Oggi si Parla del Pico dei Laorenti di Angiolino Maule o se volete del’La Biancara’.


Giallo oro con riflessi quasi ramati un colore sublime ed affascinante una consistenza quasi perfetta nella sua geometria di rotazione. Denso, ma fluido e compatto con sviluppo di archetti e lacrime fitte e lente… che struttura questo vino!!!!!!
Naso subito potente e monolitico: il terroir????Provate ad immaginare di avere due sassi calcareo vulcanici ricoperti da un leggero strato di polvere argilloso zolforsa e strisciateli l’uno contro l’altro e avrete questo inebriante aroma della madre terra della su stessa essenza. Un vino che rappresenta la sintesi della terra e del terroir. Si fanno spazio poi in questo mare di terra calcarea piccoli ciuffi di camomilla che cresce qua e là, muschio secco e quei fiori di acacia orami secchi e caduti sulla calda roccia.
La bocca è ancora più potente, una sapidità ,che non esiterei a sostenere salata ,che rimane sulla lingua per diversi secondi provocando una salivazione e una tensione in bocca veramente estrema. Un finale di mandorla amara e noce tipici della Garganega. Un vino per me eccezionale nella sua tipologia forse inabbinabile con nessuno piatto e forse se volete talmente estremo e monodirezionale se volete che non potrebbe piacere a tutti. Non ha mille profumi, ha quelli giusti ma espressi come vuole il terroir, non è moribido e cremoso, anzi è nervoso, non è delicato è la pura espressione di un territorio o meglio l’espressione che Angiolino ha dato, senza alterarlo troppo, di un uva di un terreno. Un vino punto!

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