venerdì 28 maggio 2010

MONTALCINO PARTE I

Cosa fare nel giorno libero di lavoro? Molti miei colleghi riposerebbero o farebbero qualcosa di tranquillo e rilassante, io invece mi sveglio alle 7.30 del mattino e parto per Montalcino, due ore di auto da Montemerano sebbene siano solo 70 km, con una voglia incredibile di capire meglio il sangiovese grosso o Brunello.

Primo appuntamento da Palmucci o Poggio di Sotto ore 10 del mattino. La fattoria si trova a Castelnuovo dell’Abate quindi nella parte sud sud-est di Montalcino. Nel 1989 vengono acquistati i primi vigneti a Castelnuovo dell’Abate vicino l’abbazia di S.Antimo visibile tra l’altro dalla cantina. Giulio Gambelli collabora o supervisiona il lavoro e parte anche una collaborazione con l’università di Milano (Attilio Scienza) nel momento del reimpianto e della scelta clonale. L’idea e l’intento è quello di creare un vino, Brunello, che rispecchi e rispetti la tradizione con l’aiuto della tecnologia, la pulizia e non solo. Vasche d’acciaio e botti di rovere da 30 hl periodicamente sostituite con cicli di 10-15 anni vale a dire circa ogni 3-4 annate di brunello. Lieviti indigeni con fermentazione spontanea del mosto sia in acciaio che in nel legno, circa 20 giorni la macerazione con frequenti rimontaggi e a volte se necessario delestage. 4 anni di legno per il Brunello e una anno per il Rosso di Montalcino più un anno di bottiglia questo significa che Palmucci sta per uscire con il Brunello 2005 e Rosso 2007 solo ora. Il vino di un frutto nitido, mirto e visciola, con un naso si austero ma gradevolmente etereo, macchia e spezie mediterranea, grande persistenza e piacevolezza e soddisfazione emozionale si prova a bere i vini di Palmucci uno dei più grandi Brunelli di Montalcino. Degustati Brunello 04, Rosso 06 e l’olio veramente interessante leggermente piccante ma mordibo.








Ore 11 circa la mattinata è ancora giovane e c’è un territorio che mi aspetta con un grande vino!Passo davanti a Ciacci Piccolomini una piccola grande azienda, mi dico ci provo senza appuntamento. Sono Fortunato! Le origini della tenuta risalgono alla fine del secolo XVII, ma la storia più recenti narra che Giuseppe Bianchini fattore della tenuta eredità tutta la proprietà nel 1985 con l’estinguersi della casata Piccolomini. Giuseppe ,uomo estroverso, porta avanti con determinazione un sogno che purtroppo non vedrà totalmente realizzato venendo a mancare nel 2004 e lasciando in eredità ai figli Paolo e Lucia la tenuta.Il mio Cicerone attraverso la storia della tenuta è la simpaticissima e disponibile Martina. Mi trovo ancora a Castenuvo dell’Abate a sud ovest nel comune di Montalcino. La tenuta si estende per cira 170 ha tra vigneti (40ha circa), seminativi, pascoli e bosco. Cantina pulitissima ordinata e ben organizzata. Dopo un breve ed interessante giro di cantina…mi appropinquo ad assaggiare i vini, un gamma piuttosto ampia e tutti i vini sono molto ‘bevibili’ niente di trascendentale intendiamoci ma fuori dal coro escono sicuramente il Brunello Pianrosso, il Fabius uno syrah in purezza ed il Rosso di Montalcino di grande beva!







Dopo la visita da Ciacci un piccola pausa pranzo ci sta tutta…dove vado?Mi fermo per un picio in una delle trattorie storiche di Montalcino quella di BassoMondo che fu del compianto Vasco Sassetti, di cui parlerò nelle prossime puntate. Pranzo veloce con un po’ di cacio a contorno e tanta acqua e si vola verso Podere Salicutti alle 14!
Mi accoglie Fransceso Leanza che gestisce in toto l’azienda. Un piccolo piccolissimo produttore di Brunello (4 ha in tutto di vigneto) che nel 1994 impianta i primi vigneti a sud est est di Montalcino. Azienda che nasce subito sotto la luce del biologico (dal sito web):La scelta colturale è quella del biologico che si avvale di tecniche molto semplici tendenti all'incremento della fertilita’ del terreno con l'apporto di sostanza organica da concimi di stalla o da sovesci di leguminose e cereali.
Francesco inizialmente duro e scontroso si scioglie alla luce delle mie domande molto tecniche e dopo un assaggio da tutte le botti delle nuove annate si passa al Brunello 05, 04 e alla riserva. Vini molto eleganti dove il legno non la fa da padrone, visto che Francesco crede che il vino , il Brunello, debba essere affinato in diverse tipologie di legno grande , piccolo e medio solo così il Brunello riesce a essere domato. Un produttore molto fine ed elegante che esprime al meglio la territorialità del suo Brunello sapido, austero e genuino.









Dopo 3 ore e mezza di chiacchere e assaggi… volo con enorme ritardo a Val di Cava.
Val di Cava(nord est di Montalcino quindi vini meno minerali, dipende dalla microzona poi, e se vogliamo esagerare più fruttati e meno asuteri), a differenza di quella appena visitata, è un’azienda molto più grande (27 ha di vigneto e tre vini) e più blasonta dai media, il famoso 100/100 di wine spectator per il Brunello Madonna del Campo 2001. Vengo accolto con molta gentilezza e affabilità in una della aziende più conosciute della zona del Brunello. Apprendo che Vincenzo Abruzzese, patron e grande amante di cavalli, non è presente in quanto in un tour promozionale negli Usa. Poco importa facciamo un giro per gli spettacolari vigneti di Val Di Cava completamente immersi nel verde e inerbiti, volano degli Aironi cinerini li intorno e vedo delle fagianelle libere. Molte chiacchere dopo… si passa all’assaggio dei vini rigorosamente solo dai legni.Vinificazione in cemento e botte grande di Slavonia( ma quanto è grande sta Slavonia?). Vini poderosi di grande struttura ed eleganza e frutto…su tutti spicca il madonna del campo 2006, che mi dicono essere il nuovo sogno di Vincenzo (probabile nuovo 100/100) e posso assicurarvi sarà un grande vino.






Ormai al tramonto lascio Montalcino soddisfatto, appagato, felice di aver imparato qualcosa di nuovo anche oggi e di aver fatto un passo avanti nella mia formazione. A presto Montalcino

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